EPR e packaging alimentare: l’Extended Producer Responsibility (EPR) non è solo una questione di gestione dei rifiuti: sta cambiando le decisioni di packaging alimentare, spostando la responsabilità sui produttori fino alla fase post-consumo. Programmi EPR obbligano le aziende a rendicontare materiali e quantità immesse sul mercato e a finanziare raccolta, riciclo, compostaggio o sistemi di riuso, con tariffe e requisiti di progettazione che premiano i format più facili da gestire a fine vita.
Ma ridurre materiale, aumentare il contenuto riciclato o passare a format riutilizzabili può influire su barriera, migrazione, sanificazione, controllo degli allergeni e shelf life. Per questo l’EPR non può essere delegato solo a packaging o regulatory: serve un ruolo diretto della food science.
Cosa significa EPR per il packaging alimentare
In pratica, l’EPR trasforma il packaging in una sfida di dati d’impresa: oltre all’imballaggio visibile al consumatore, in molte giurisdizioni occorre includere ingredienti e packaging sfuso, contenitori per il trasporto, cartoni, pallet, etichette, tappi e nastro. Coinvolge procurement, fornitori, packaging, regulatory, operations e finance..
I requisiti variano per mercato. In California, la SB 54 fissa obiettivi al 2032: riduzione del 25% degli imballaggi plastici monouso e delle stoviglie foodservice, tasso di riciclo al 65% e progettazione riciclabile o compostabile per tutti gli imballaggi coperti. Nell’UE, il PPWR è applicabile dal 12 agosto 2026 e introduce obblighi su riciclabilità, contenuto di plastica riciclata, prevenzione dei rifiuti, riuso, spazio vuoto e sostanze preoccupanti negli imballaggi a contatto con gli alimenti.
La sicurezza alimentare fissa i limiti di progettazione

La source reduction mostra perché la compliance non può restare in mano a un solo team. Film più sottili e pareti dei contenitori più leggere usano meno materiale, ma possono deformarsi in distribuzione o ridurre la protezione contro umidità, ossigeno, grassi e temperatura. Prima di alleggerire o sostituire un materiale, le aziende devono definire cosa fa ogni package e quali prestazioni minime richiede l’alimento.
Anche il contenuto riciclato e i materiali alternativi richiedono validazione in condizioni d’uso reali. Alimenti ad alta temperatura, grassi o untuosi possono creare problemi di migrazione; un materiale adatto a un prodotto può non offrire barriera o durabilità meccanica per un altro. Un package più riciclabile, riutilizzabile o a minor materiale non è un miglioramento se aumenta gli sprechi o crea nuovi rischi per la sicurezza alimentare.
Progettare per il riciclo introduce ulteriori compromessi: il packaging flessibile può dover passare da strutture multistrato miste a design monomateriale, mentre la carta spesso richiede coating per proteggere l’alimento, e questi additivi possono interferire con il riciclo. Inoltre, il package deve funzionare anche dopo l’uso da parte del consumatore: residui alimentari possono escludere dal riciclo vassoi carne o gastronomia tecnicamente riciclabili, mentre i sistemi di riuso e refill introducono requisiti di pulizia, igiene e controllo degli allergeni.
EPR e packaging alimentare, come prepararsi: inventario cross-funzionale e validazione
Il punto di partenza pratico è un inventario cross-funzionale: quali imballaggi entrano in ciascun mercato, cosa fa ogni strato e componente, quali regolamenti si applicano e quali modifiche di prodotto o processo possono consentire un design più circolare. Cambi di formulazione o di processo possono rendere un alimento più stabile e ridurre parte del carico protettivo sul package, ma il sistema rivisto va comunque validato.
Come ha sottolineato Colin Preston di Ramboll durante IFT FIRST: “C’è stato un divario critico tra food science e packaging engineering che deve essere colmato”. Per le aziende alimentari che rispondono all’EPR, “mantenere sicurezza e qualità resta la priorità numero uno”.
Jacopo Setti è responsabile area Commerciale e Business Development presso Bombonette SpA, azienda leader nella produzione di packaging e sistemi espositivi nel settore Food (pasticcerie). Il ruolo fondamentale di Jacopo Setti all’interno di Bombonette, oltre allo sviluppo dell’area Business e Retails, contribuisce alla continua ricerca e innovazione, per rendere sempre più green la produzione di packaging ecosostenibile, nella struttura e nei materiali, nel rispetto dell’ambiente ma anche mantenendo l’estetica e la funzionalità dei prodotti per i propri clienti.
