Packaging ed economia circolare oggi sono relazionati sull’idea di integrare il packaging in un sistema produttivo e di consumo rigenerativo, che riduca sprechi e impatti ambientali lungo tutto il ciclo di vita del prodotto. Le opportunità son molteplici, tra riduzione dell’impatto ambientale, efficienza economica e risparmio, allineamento con normative e strategie europee, per arrivare anche alla creazionie di nuovi modelli di business e partnership lungo tutto la filiera produttiva, fondamentale poi per implementare pratiche circolari efficaci, favorendo l’innovazione e la sostenibilità condivisa. Ma quali sono le sfide? Le principlai sfide riguardano aspetti tecnici, ma anche organizzativi, normativi e culturali, che devono essere affrontati per rendere sostenibile il ciclo di vita degli imballaggi. Inoltre serve una cambiamento culturale profondo nel modo di progettare, produrre e gestire gli imballaggi. Proviamo ad esaminare ii punti principali.
Packaging ed economia circolare: le sfide tecniche, organizzative, normative e culturali
Rendere sostenibile il ciclo di vita degli imballaggi significa sia ripensare sia riorganizzare tutto il processo produttivo e gestionale legato al packaging, adottando una visione integrata e sistemica. Se ripensare signfica progettare il packaging con criteri di eco-design – scegliendo accuratamente i materiali e ottimizzando forme e dimensioni- riorganizzare significa strutturare una filiera sostenibile, implementando processi produttivi efficienti.

Tra le principali sfide vi è sicuramente la trasformazione dei materiali tradzionali utilizzati per il packaging, tra cui plastica e metalli che impattano negativamente sull’ambiente e la biodiversità, ma anche la progettazione vuole la sua parte, poichè gioca un ruolo importante nel riciclo. Il riciclo è un punto fondamentale per l’economia circolare perché consente di trasformare i rifiuti in nuove materie prime o prodotti, chiudendo il ciclo di vita dei materiali e riducendo la dipendenza dall’estrazione di risorse naturali. D qui poi la necessità del cambiamneo del paradigma produttivo.
Inoltre la mancanza di infrastrutture adeguate può rappresentare uno degli ostacoli più significativi, tra queste ad esempio la carenza di sistemi effcienti per la raccolta, il riciclo e il recupero. A ciò si legano e ancora prima le sfide logistiche e la necessità di trasparenza lungo la catena di approvigionamento e le politiche che devono bilanciare il riuso e il riciclo. Le normative europee, come ad esempio il nuovo regolamento sugli imballaggi (Ppwr), puntano a ridurre i rifiuti da imballaggi attraverso obiettivi ambiziosi di riciclo (65-70% entro il 2030) e incentivano anche il riuso, soprattutto nella distribuzione al dettaglio, per creare un sistema più sostenibile e circolare, tuttavia la chiave è il poter bilanciare le strategie, di modo che una non prevalga sull’altra a discapito dell’efficacia ambientale complessiva. Infatti i vari paesi europei danno pesi diversi: se nei paesi nordici si punta di più al riuso, in Italia ci si focalizza di più sul riciclo.
Ultima ma non meno importante è la formazione di competenze in grado di integrare innovazione e sostenbilità: le persone e il know how sono infatti uno dei pilastri fondamentali.
Jacopo Setti è responsabile area Commerciale e Business Development presso Bombonette SpA, azienda leader nella produzione di packaging e sistemi espositivi nel settore Food (pasticcerie). Il ruolo fondamentale di Jacopo Setti all’interno di Bombonette, oltre allo sviluppo dell’area Business e Retails, contribuisce alla continua ricerca e innovazione, per rendere sempre più green la produzione di packaging ecosostenibile, nella struttura e nei materiali, nel rispetto dell’ambiente ma anche mantenendo l’estetica e la funzionalità dei prodotti per i propri clienti.
