Nel food packaging sostenibile non esiste un materiale “migliore” in assoluto: la scelta ottimale dipende dall’alimento, dalla catena logistica e dal fine vita dell’imballaggio. Per questo, la vera frontiera della sostenibilità non è lo scontro carta vs plastica, ma le soluzioni ibride che ne combinano i vantaggi.
Perché serve un compromesso
La carta è percepita come ecologica, proviene da fonti rinnovabili e si ricicla bene, ma ha scarse proprietà barriera contro umidità e grassi. La plastica tradizionale offre invece protezione eccellente e allunga la shelf-life, riducendo lo spreco alimentare, ma deriva da fonti fossili e ha tassi di riciclo ancora limitati. Sostituire ciecamente la plastica con la carta può quindi rivelarsi controproducente se accorcia la vita del prodotto o aumenta il peso dei trasporti.

Food packaging sostenibile: le tre “vie di mezzo” più promettenti
1. Accoppiati carta-plastica facilmente separabili
Molti brand utilizzano vaschette o contenitori in cartone rivestiti internamente da un sottilissimo film plastico. Grazie a lembi pre-tagliati o inviti, il consumatore può separare manualmente la pellicola dal vassoio: la carta (80–90% del peso) va nel riciclo carta, il film nella plastica. È la soluzione tipica per affettati, formaggi, yogurt e piatti pronti
2. Carta con barriera idro/oleorepellente “plastic-free”
Al posto di incollare un foglio di plastica, si applicano vernici o micro-rivestimenti barriera a base d’acqua o con polimeri naturali. Questi strati proteggono da grasso e umidità, ma si dissolvono nello spappolamento in cartiera, consentendo il conferimento integrale nella carta (spesso certificata Aticelca® 501 in Italia). Ideale per buste per surgelati, sacchetti per asporto, bakery e fast food.
3. Carta accoppiata a bioplastiche compostabili
Qui la carta è unita a un film sottile di bioplastica (es. PLA, Mater-Bi). Entrambi i materiali sono di origine vegetale e biodegradabili: se l’imballaggio è sporco di cibo, va nell’umido, semplificando la gestione del fine vita per prodotti molto contaminati. Si usa per bicchieri per bevande calde, sacchetti per pane con finestra trasparente e vaschette per delivery.
Il compromesso da gestire
Queste soluzioni richiedono educazione del consumatore (separazione corretta o lettura dell’etichetta ambientale) e impianti di riciclo efficienti a livello locale. Se si sta valutando una di queste opzioni, i criteri chiave sono: l’alimento rilascia unto o liquidi? L’imballaggio deve resistere a microonde/forno? Chi lo usa ha una facile modalità di smaltimento (casa vs on-the-go)? Questi tre criteri servono proprio a guidare la scelta per un food packaging sostenibile..
Jacopo Setti è responsabile area Commerciale e Business Development presso Bombonette SpA, azienda leader nella produzione di packaging e sistemi espositivi nel settore Food (pasticcerie). Il ruolo fondamentale di Jacopo Setti all’interno di Bombonette, oltre allo sviluppo dell’area Business e Retails, contribuisce alla continua ricerca e innovazione, per rendere sempre più green la produzione di packaging ecosostenibile, nella struttura e nei materiali, nel rispetto dell’ambiente ma anche mantenendo l’estetica e la funzionalità dei prodotti per i propri clienti.
