Packaging e riciclo: un imballaggio è realmente sostenibile quando è progettato per essere riciclato, riutilizzato o compostato in modo efficace, con un impatto ambientale ridotto lungo tutto il suo ciclo di vita, ma “sostenibile” non significa semplicemente “verde” o “biodegradabile”. Secondo lo standard ISO 14021, un packaging è riciclabile solo se può essere separato dai rifiuti indifferenziati e trasformato in materia prima secondaria.
Carta e cartone: una scelta solida
Carta e cartone certificati FSC sono tra le soluzioni più affidabili per un packaging circolare, soprattutto se monomateriale e privi di rivestimenti plastici difficili da separare. Sono adatti a scatole, vassoi, imballaggi secondari e packaging e-commerce, purché si evitino laminazioni, inchiostri eccessivi e adesivi non compatibili con il riciclo. Il loro vantaggio è duplice: provengono da risorse rinnovabili e possono entrare in filiere di riciclo consolidate.
Tuttavia, la sostenibilità dipende anche dal design: un cartone troppo contaminato da plastica o residui alimentari può diventare difficile da riciclare.
Vetro e alluminio: riciclabili all’infinito
Vetro e alluminio sono materiali particolarmente validi perché possono essere riciclati più volte senza perdere qualità. L’alluminio riciclato è già ampiamente usato per lattine e contenitori, mentre il vetro resta una scelta apprezzata nel food packaging per la sua percezione di qualità e riciclabilità.
Il limite è il peso: nel trasporto, un packaging in vetro può generare emissioni superiori rispetto a soluzioni più leggere. Per questo la scelta migliore dipende sempre dal prodotto, dalla logistica e dal sistema di raccolta locale.

rPET e bioplastiche: utili, ma con regole
Il rPET, ovvero PET riciclato, è una soluzione concreta per ridurre l’uso di plastica vergine in bottiglie e contenitori. Non è però automaticamente sostenibile: conta la qualità del riciclo, la presenza di etichette e tappi compatibili e la reale disponibilità di impianti di trattamento. Le bioplastiche, come PLA e PHA, possono derivare da fonti rinnovabili e offrire buone prestazioni barriera. Attenzione però al greenwashing: “biodegradabile” non equivale a “riciclabile”. Molte bioplastiche richiedono compostaggio industriale e non devono essere conferite nella raccolta della plastica tradizionale.
Cosa rende davvero sostenibile un packaging
I materiali contano, ma il progetto conta ancora di più. Un packaging realmente sostenibile dovrebbe:
- Ridurre peso, volume e quantità di materiale utilizzato.
- Preferire soluzioni monomateriale, più facili da riciclare.
- Usare contenuto riciclato quando possibile, come rPET o cartone riciclato.
- Essere chiaramente etichettato per una corretta raccolta differenziata
- Evitare overpacking e componenti non necessari.
Packaging e riciclo: la scelta giusta per le aziende
In materia di packaging e riciclo non esiste un materiale perfetto per tutti i prodotti. Per il food, carta certificata, fibra vegetale, vetro, alluminio e rPET possono essere ottime opzioni se integrati in un design circolare.
La vera domanda per le imprese non è quindi “quale materiale è più green?”, ma: “questo packaging può essere effettivamente riciclato, riutilizzato o compostato nel mercato in cui verrà distribuito?” Solo così il packaging passa da semplice contenitore a risorsa per l’economia circolare.
Jacopo Setti è responsabile area Commerciale e Business Development presso Bombonette SpA, azienda leader nella produzione di packaging e sistemi espositivi nel settore Food (pasticcerie). Il ruolo fondamentale di Jacopo Setti all’interno di Bombonette, oltre allo sviluppo dell’area Business e Retails, contribuisce alla continua ricerca e innovazione, per rendere sempre più green la produzione di packaging ecosostenibile, nella struttura e nei materiali, nel rispetto dell’ambiente ma anche mantenendo l’estetica e la funzionalità dei prodotti per i propri clienti.
